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domenica, 12 Luglio, 2020
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Più posti per la laurea in infermieristica: riconosciute le necessità degli assistiti e della nuova epidemiologia

L’aumento per il 2018-2019 di 308 posti a bando per i corsi di laurea in infermieristica rispetto allo scorso anno accademico (erano 14.450, ora sono14.758) scritto nel decreto finale del ministero dell’Università, riconosce la necessità della figura infermieristica anche in funzione del nuovo quadro epidemiologico emergente e del nuovo modello di assistenza che ne consegue.

Ringraziamo per la considerazione e l’attenzione avuta per la nostra professione – dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), il più numero Ordine italiano con oltre 440mila iscritti – ma, soprattutto, per i pazienti e per il loro bisogni di salute, il ministero dell’Università (Miur), della Salute e le Regioni, che hanno compreso il cambiamento e le necessità a cui il sistema sta andando incontro, tenendo conto del mix tra effetti che da anni sta avendo il mancato rinnovo e l’assottigliamento degli organici per il blocco del turn over e aumento delle situazioni di cronicità e non autosufficienza, soprattutto sul territorio, che richiedono un’assistenza sempre più capillare”.

Recentemente, ricorda Mangiacavalli, sia l’Ocse che l’Oms si sono espresse sul fatto che nel nostro Paese ci sono molto meno infermieri della media degli altri paesi. E che, proprio per la carenza di organici presenti dovuta negli anni passati alle politiche di contenimento di spesa, la nuova assistenza non decolla come dovrebbe, in funzione delle esigenze legate alla nuova demografia sanitaria del Paese. Territorio in testa.

Ora, il decreto Miur del 12 luglio – conclude la presidente FNOPI – ha valutato la necessità di contemperare quanto più possibile l’offerta formativa deliberata dagli Atenei con il fabbisogno professionale e le esigenze delle categorie professionali ed è importante che in questo senso sia stato riconosciuto un bisogno maggiore di infermieri per consentire maggiore qualità all’assistenza”.

 

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