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domenica, 23 Febbraio, 2020
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Barbara Mangiacavalli (FNOPI) nella trasmissione di Rai 1 “A sua immagine”, in occasione della giornata mondiale del malato

Gli infermieri sono i professionisti che spendono più tempo accanto a pazienti e alle famiglie nei diversi contesti di cura (residenziali, ospedalieri, domiciliari) e questo offre loro l’opportunità di saper e poter cogliere le tante sfumature degli innumerevoli problemi di salute che condizionano la vita di una persona e delle sofferenze che possono generare, hanno una relazione di continua vicinanza con la persona assistita, in modo specifico in tutte quelle situazioni in cui la stessa non è più in grado di soddisfare i propri bisogni autonomamente, non soltanto perché fisicamente fragile ma spesso anche quando non è più in grado di attribuire a questi atti un senso e uno scopo esistenziale (volontà e conoscenze)”: sono le parole della presidente nazionale degli infermieri Barbara Mangiacavalli in occasione della partecipazione alla trasmissione tv “A sua immagine” su Rai1 condotta da Lorena Bianchetti.

Nel discorso in occasione della 28esima Giornata Mondiale del Malato, Sua Santità ha detto anche che “ogni intervento diagnostico, preventivo, terapeutico, di ricerca, cura e riabilitazione è rivolto alla persona malata, dove il sostantivo ‘persona’, viene sempre prima dell’aggettivo ‘malata’. E l’infermiere è costantemente accanto al malato. L’articolo 4 del nostro nuovo Codice Deontologico approvato a metà dello scorso anno prevede che “nell’agire professionale l’Infermiere stabilisce una relazione di cura, utilizzando anche l’ascolto e il dialogo. Si fa garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono coinvolgendo, con il consenso dell’interessato, le sue figure di riferimento, nonché le altre figure professionali e istituzionali. Il tempo di relazione è tempo di cura”.

Sempre Papa Francesco ci ha detto: “Stando con i malati ed esercitando la vostra professione, voi toccate i malati e, più di ogni altro, vi prendete cura del loro corpo. Quando lo fate, ricordate come Gesù toccò il lebbroso: in maniera non distratta, indifferente o infastidita, ma attenta e amorevole, che lo fece sentire rispettato e accudito. Facendo così, il contatto che si stabilisce con i pazienti porta loro come un riverbero della vicinanza di Dio Padre, della sua tenerezza per ognuno dei suoi figli. Proprio la tenerezza: la tenerezza è la ‘chiave’ per capire l’ammalato. Con la durezza non si capisce l’ammalato. La tenerezza è la chiave per capirlo, ed è anche una medicina preziosa per la sua guarigione. E la tenerezza passa dal cuore alle mani, passa attraverso un ‘toccare’ le ferite pieno di rispetto e di amore”.

Secondo l’OMS – che ha proclamato il 2020 anno internazionale dell’infermiere in occasione del 200° anniversario della nascita di Florence Nightingale, fondatrice dell’infermieristica moderna – una forza lavoro infermieristica forte è la chiave per il raggiungimento della copertura sanitaria universale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che adeguare nel mondo gli infermieri agli standard internazionali ha un senso economico, aiuta a risparmiare risorse riducendo la necessità di interventi costosi e inutili e aumenta la qualità delle cure e della ‘salute per tutti’.

Prima di tutto – continua la presidente Mangiacavalli – vogliamo anche definire un nuovo patto per l’assistenza in cui vi sia non solo l’impegno alla vicinanza, alla qualità dell’assistenza e della relazione, ma anche principalmente l’impegno a superare ostacoli, arretratezze e criticità, nostre e del sistema. La Sanità non funziona senza infermieri. L’anno internazionale dell’infermiere può essere il giusto momento di partenza. La figura dell’infermiere non è solo necessaria, è anche ‘desiderata’ fortemente dai cittadini. Ora tocca a noi tutti difendere e far affermare la vera Assistenza (con la ‘A’ maiuscola) alle persone”.

Parole queste che – e la cosa ci rende orgogliosi – sono in totale sintonia con quanto ha detto rivolgendosi agli infermieri: “È davvero insostituibile il ruolo degli infermieri nell’assistenza al malato. Al pari di nessun altro, l’infermiere ha una relazione diretta e continua con i pazienti, se ne prende cura quotidianamente, ascolta le loro necessità ed entra in contatto con il loro stesso corpo, che accudisce. È peculiare l’approccio alla cura che realizzate con la vostra azione, facendovi carico integralmente dei bisogni delle persone, con quella tipica premura che i pazienti vi riconoscono, e che rappresenta una parte fondamentale nel processo di cura e di guarigione”.

Il nostro fine è assistere i pazienti – dichiara ancora la presidente FNOPI -, individuarne le necessità ed essergli vicini in quei momenti, incidere nel processo organizzativo e decisionale del sistema e dare risposte mirate alle contingenze economiche e ai bisogni che emergono dall’attuale scenario demografico ed epidemiologico. Noi infermieri, soprattutto, progettiamo, sperimentiamo, costruiamo e ricostruiamo processi assistenziali, percorsi organizzativi e flussi formativi, ci impegniamo inoltre in nuove logiche curative, educative e nella strutturazione di reti relazionali che nel loro insieme danno una risposta ai nuovi bisogni di cura e assistenza scaturiti anche dalla fragilità, dalla dipendenza, dalla cronicità, dal disagio e dalla solitudine nella malattia e nei momenti terminali della vita”.

Durante la trasmissione televisiva, la Mangiacavalli conclude il suo intervento– “In questi momenti l’Infermiere informa, coinvolge, educa e supporta l’interessato e, con il suo libero consenso, le persone di riferimento, per favorire l’adesione al percorso di cura e per valutare e attivare le risorse disponibili. Riconosce e promuove il valore dell’informazione integrata e multiprofessionale e si si inserisce infatti nel processo del consenso informato assicurandosi che l’interessato o la persona da lui indicata come riferimento, riceva informazioni sul suo stato di salute precise, complete e tempestive, condivise con l’equipe di cura, nel rispetto delle sue esigenze e con modalità culturalmente appropriate”.

Rivedi la puntata di “A sua immagine” su del 09/02/2020 su Rayplay attraverso questo link: (clicca qui)

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