Melazzini (Aifa): "si alla prescrizione dei farmaci da parte degli infermieri"

Scritto da  OPI BAT Mar 09, 2018

Il direttore generale Aifa spiega sul sito istituzionale dell'Agenzia le affermazioni sulla possibilità di prescrizioni infermiesitiche illustrate al primo congresso della Federazione Nazionale delle Professioni Infermieristiche. "Infermiere prescrittore?" Le parole del direttore generale Aifa, Mario Melazzini, hanno acceso un dibattito tra professioni, che si è basato tuttavia su interpretazioni diverse dalle affermazioni del Dg Aifa.

In questo senso Melazzini ha affermato che "il problema centrale dell’assistenza sanitaria è quello della presa in carico integrale del paziente, del suo inserimento e accompagnamento all’interno di un percorso terapeutico in cui giocano un ruolo importante tutte le diverse figure dei professionisti sanitari.

"Gli infermieri dovrebbero prescrivere alcuni farmaci e presidi sanitari". Non si tratta di un obiettivo desiderato degli stessi professionisti ma di un'idea avanzata dal direttore dell'Aifa, Agenzia del Farmaco, Mario Melazzini. Oggi, intervenendo al congresso della neonata Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, Melazzini ha parlato di un percorso "che possa garantire una risposta più funzionale ai pazienti. In molti Paesi questa possibilità già esiste". Ovvio che per portare in fondo l'idea dovranno essere fatte significative modifiche di legge.

Il direttore ha aggiunto che "tutte le professionalità devono lavorare insieme: medici, operatori sanitari e soprattutto farmacisti". E l'infermiere può essere importante per la cosiddetta farmacia dei servizi, dove non si vendono soltanto medicine ma si offrono una serie di servizi sanitari (dalle prenotazioni a certi esami). "Chi meglio di questi professionisti può essere trait d'union tra le diverse professionalità sanitarie coinvolte nella prescrizione?", ha detto il dg, ricordando anche come diversi Paesi europei hanno aperto a forme di indicazione prescrittiva da parte degli infermieri.

In questo scenario  - prosegue Melazzini con una nota pubblicata sul portale Aifa - gli infermieri sono fondamentali nel rapporto quotidiano con il malato e costituiscono una figura di riferimento per garantire l’aderenza terapeutica e la sostenibilità del sistema, evitando trattamenti inappropriati e conseguente spreco di risorse pubbliche. L’infermiere, nella mia visione, svolge un ruolo da co-protagonista e un cambiamento nell’approccio culturale alla professione potrebbe consentire di allargarne ulteriormente gli orizzonti, così come accade in altri Paesi europei”.

Ad esempio, nel Regno Unito l’infermiere ha la possibilità di prescrivere un numero ristretto e ben definito di farmaci, nel contesto di un piano clinico paziente specifico dopo diagnosi medica. Altra esperienza di rilievo è quella della Spagna, in cui non si parla mai di prescrizione ma di dispensazione di medicinali. L’ordine di dispensazione è il termine utilizzato al posto della ricetta medica.

Nel nostro Paese - aggiunge ancora il Dg Aifa - allo stato attuale la norma di riferimento (d.lgs. 219/2006 - titolo VI) individua tra i soggetti legittimati a prescrivere il farmaco solamente i medici. Pertanto, qualora si volesse sperimentare un percorso di estensione di questa facoltà, in casi ben definiti e sempre in accordo con il medico di riferimento, sarebbe indispensabile un cambiamento della norma. Al di là dell’aspetto tecnico e giuridico relativo alla prescrizione credo personalmente che i tempi siano maturi per un confronto di più ampio respiro tra tutti gli attori coinvolti:  i medici, infermieri, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità”.

L’obiettivo di questo dibattito - conclude - non deve essere quello di definire i confini e gli ambiti di intervento delle diverse categorie professionali quanto piuttosto individuare soluzioni concrete per migliorare la presa in carico del malato ed offrire una risposta sempre più funzionale alla domanda del bisogno di salute più tempestiva e adeguata".

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