CORSO ECM: “Finis vitae: agire, etica ed assistenza dei Professionisti della Salute “

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    Data / Ora
    Date(s) - 22/10/2022
    8:00 am - 6:00 pm

    Categorie


    Si terrà il prossimo 22 Ottobre 2022 un evento formativo, totalmente gratuito organizzato da OPI BT in partnership con la società scientifica CNAI BT, dai contenuti professionalizzanti che offrono offerta formativa ad Infermieri che lavorano in diversi setting assistenziali abbracciando tanto l’area critica, quanto quella di medicina interna e chirurgica propriamente detta.

    Il Corso, dal titolo “Finis vitae: agire, etica ed assistenza dei Professionisti  della Salute” dispensa crediti ECM (in fase di determinazione ministeriale) secondo gli standard nazionali di conseguimento e si svolgerà presso l’OTTAGONO Ricevimenti “Sala Congressi”,Via Barletta n°218 –Andria (BT)”

    Direttori scientifici del corso, il Presidente OPI BT, dott. Giuseppe PAPAGNI, il Vice Presidente OPI BT, dott. Nicola TORTORA ed il Presidente CNAI BT, dott. Michele CALABRESE.

    Interverranno per la disquisizione del delicatissimo tema il Prof.  G. Tarantini, Direttore UO Ematologia del P.O. Barletta; il dott. A. Gisotti, Medico Anestesia e rianimazione P.O. Andria; il Dott. V. Abbasciano, il dott. V. Maldera e il dott. M. Brindicci in qualità di Infermieri esperti della disciplina; il dott. A.Doronzo,  Medico Oncologo P.O. Barletta, il Dott. F. RUTA, Dirigente delle Professioni Inf.che Ospedaliere ASL BT e il dott. N. TORTORA si occuperanno della Clinica, Formazione e Ricerca la missione futura delle Cure Palliative; la dott.ssa C.A. Di Paola, psico-oncologa; l’Avvocatessa M. Di Gravina e il diacono Dott. R. LOSAPPIO.

    Saranno ammessi alla partecipazione dell’evento coloro i quali sono regolarmente iscritti ed in regola con la quota annuale di iscrizione OPI BT 2022. La partecipazione è subordinata :

    • pagamento quota cauzionale di 10.00€, (Dieci/00 euro), che sarà restituita il giorno dell’evento

    Destinatario: ASSOCIAZIONE PROVINCIALE CNAI BAT

    Causale: Nome, Cognome e data di nascita cauzione corso “FINE VITA”

    IBAN: IT32 P360 9201 6002 7284 5037 556

    BIC: QNTOITM2XXX

     

    • SUCCESSIVAMENTE compilare la scheda di iscrizione seguendo il link annesso al presente comunicato

     

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    AVENDO CURA DI INSERIRE TUTTI I DATI RICHIESTI, COMPRESO IL NUMERO IDENTIFICATIVO DI PAGAMENTO EFFETTUATO (CRO), PENA LA NON ISCRIZIONE AL CORSO.

    Per ogni dubbio/domanda, potete scrivere una mail a opibat.webinar@gmail.com

    Il corso proposto intende fornire ai partecipanti gli strumenti che consentano di districarsi tra aspetti clinici, giuridici, psicologici, sociali ed etici di tutto ciò che ruota attorno alla vita di chi soffre di una malattia inguaribile. L’obiettivo è quello di sgombrare il campo dai tanti fraintendimenti e cattive applicazioni che sono andati sedimentandosi sul ruolo attribuito alle Cure Palliative ed a chi vi opera e, più in generale, ai dilemmi che sottostanno alla sedazione palliativa, al suicidio medicalmente assistito ed all’eutanasia. Qualsiasi forma di eutanasia è in Italia strettamente illegale. Di fatto (caso Welby, caso Eluana Englaro), l’eutanasia passiva – tramite interruzione di supporto vitale – è stata talvolta autorizzata da sentenze giudiziarie o chi ha contribuito ad attuarla è stato considerato “non punibile”. L’Olanda, nel 2002, è stato il primo Stato al mondo a rendere lecita la possibilità di interrompere la propria vita. Nel 2021 la Spagna è diventata il quarto Paese in Europa a depenalizzarla. In Italia, dopo la bocciatura del referendum il 15 febbraio 2022, resta aperta in Palramento la discussione sulla proposta di legge sul suicidio assistito. Si tratta di temi che da moltissimo tempo impegnano tanti ambiti in uno sforzo sincero di comprensione e approfondimento, nel tentativo di trovare una strada moralmente giustificata e percorribile nelle scelte cui sono chiamati sia i pazienti, sia gli operatori sanitari che li hanno in cura, sia la società civile in quanto tale.

    Nel nuovo Codice Deontologico dell’Infermiere sono stati rinforzati tutti i temi collegati al dolore, al fine vita, alla volontà espressa dalla persona legata alle disposizioni anticipate di consenso, alla relazione nel momento di fine vita cercando di colmare un aspetto che la legge declina poco chiaramente rispetto alla nostra professione.

    Il nuovo Codice prevede anche la “clausola di coscienza” per l’infermiere cui sia richiesta un’attività “in contrasto con i valori personali, i principi etici e professionali” (art. 6): la libertà di coscienza, declinazione della libertà di manifestare il proprio pensiero di cui all’art. 21 della Carta Costituzionale, risulta coniugata con il diritto all’autodeterminazione dell’assistito dal momento che in ogni caso l’infermiere ricerca “il dialogo con la persona assistita, le altre figure professionali e le istituzioni” (art. 5).  L’intera disciplina del codice deontologico è improntata ad un dialogo effettivo e personalizzato con la persona (art.17), rispettoso anche dell’eventuale volontà di non ricevere informazioni sul proprio stato di salute (art. 20) e che si spinge “fino al termine della vita della persona assistita” (art. 24).

    Gli infermieri rivendicano la loro vicinanza al paziente, unica tra i professionisti sanitari, per dare un’interpretazione compiuta delle sue scelte sul fine vita e non solo.
    Nella legge 219/2017 (“Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”) non ci sono riferimenti diretti all’infermiere, ma si citano prevalentemente altre professioni e, in alcuni casi, l’équipe. Nella bioetica di fine vita includiamo temi assai eterogenei, come l’eutanasia, le cure palliative, l’assistenza al disabile, i trapianti. Tali questioni sono accomunate dal fatto di presupporre una riflessione sul valore della vita umana che nel dibattito attuale ruota prevalentemente intorno alla seguente domanda: la vita umana è un bene primario che la società e gli individui devono difendere e tutelare con un’attenzione prioritaria, oppure ci sono casi (come la malattia cronica fortemente invalidante o allo stadio terminale, lo stato vegetativo persistente, la richiesta del paziente) in cui la vita perde di valore, o può addirittura arrivare a essere «senza senso», «indegna di essere vissuta». In tutte queste situazioni gli infermieri mettono in campo le loro competenze non solo tecniche ma anche relazionali ed educative nutrite dai valori.

     

    Michele CALABRESE

     

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