Regionalismo differenziato: per le Regioni che lo hanno chiesto ha lo scopo di curare e assistere meglio i nostri cittadini, grazie all’esempio per tutti e al patrimonio che si crea con le sperimentazioni possibili di nuovi modelli. Tanto che secondo l’Emilia-Romagna se nel Patto per la salute si troveranno tutte le risposte alle richieste delle Regioni già avanzate nell’iter del progetto, la richiesta di autonomia in sanità potrà anche diventare inutile.

Si ritorna in Puglia, dopo il successo dell’anno scorso a Canosa di Puglia, l’11-12 e 13 aprile: si replica il progetto Campus 3S svolto col sostegno di Fondazione CON IL SUD, in collaborazione con le associazioni Amesci e Sportform.

Basta utilizzare la qualifica di infermiere in modo improprio – quando cioè di infermieri non si tratta – e anche se in un fatto di cronaca il protagonista è incidentalmente infermiere, ma la professione nulla ha a che fare con l’atto compiuto.

Carenza di professionisti prima di tutto, già grave di per sé (oltre 53mila infermieri in meno del necessario) e aggravata dagli effetti possibili di ‘Quota 100’ (almeno altri 22mila infermieri in meno a stretto giro) e gli effetti che questa avrà sull’accesso alle cure, all’assistenza e sulla tenuta del Servizio sanitario pubblico.

Fabbisogno di personale per fare fronte alle carenze e offrire la migliore assistenza possibile, specializzazioni infermieristiche, rispetto degli impegni economici, ma non solo, per valorizzare la professione.

Sono i temi cardine dell’incontro tra il ministro della Salute, Giulia Grillo, e una delegazione della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), rappresentata dalla presidente, Barbara Mangiacavalli, e dalla vicepresidente, Ausilia Pulimeno, che si è svolto oggi al ministero della Salute.

“Lavoriamo a provvedimenti concreti, per questo stiamo pensando di creare un gruppo tecnico stabile tra ministero, Fnopi e rappresentanze dei cittadini - dichiara il ministro della Salute - E ho ben presente che il Contratto nazionale sottoscritto a febbraio ha necessità di trovare una copertura finanziaria nella redazione della legge di Bilancio. Faremo il possibile”, specifica.

“Quando parliamo di infermieri, parliamo di 440mila persone che lavorano tutti giorni, tutte le notti, Natale, Pasqua, Capodanno! Non abbiamo la bacchetta magica, ma abbiamo tanta buona volontà, e posso assicurare che il ministro è al lavoro su tutti i dossier e anche su questo perché dobbiamo dare risposte agli infermieri e a tutti coloro che garantiscono la salute dei nostri cittadini” conclude Giulia Grillo.

“Il ministro - spiega la presidente Fnopi, Mangiacavalli - ha mostrato il suo interesse e dato la sua disponibilità a inserire i temi della nostra professione nella sua agenda e in quella del Governo. Lavoriamo tutti e con grande impegno nella stessa direzione: la salute dei cittadini”.

Quello di oggi è il secondo incontro dopo quello del 1° agosto scorso, ed è stato caratterizzato dalla massima cordialità e spirito collaborativo. Sono stati discussi e analizzati anche gli aspetti organizzativi per studiare i meccanismi necessari, anche interprofessionali, per mettere in campo nuovi modelli di assistenza infermieristica su tutto il territorio nazionale (infermiere di famiglia e di comunità, ospedale di comunità assistenza domiciliare e così via).

Se ogni infermiere assistesse al massimo 6 pazienti, sarebbero evitabili almeno 3.500 morti l’anno. Gli studi pubblicati su riviste internazionali  (JAMA e British Medical Journal) parlano chiaro: a un incremento del 10% di infermieri, corrisponde una diminuzione della mortalità del 7 per cento.

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri lancia un appello perché si metta la salute davanti a tutte le esigenze, siano esse politiche, economiche o sociali, rispetto alla situazione attuale dei migranti che si affacciano al territorio italiano.

“Vogliamo sottolineare – afferma - che ci sono situazioni in cui l’assistenza sanitaria non può abdicare a scelte che mettono in pericolo la salute”.

“Gli infermieri - spiega Mangiacavalli - sanno di cosa si parla: sono loro i primi che finora hanno soccorso i migranti che non solo sulle navi di soccorso, ma sui barconi lasciati in balia del mare sono giunti in prossimità delle coste italiane da cui li hanno sempre assistiti fino allo sbarco, anche mantenendo i contatti nei casi più gravi con le postazioni di soccorso a terra”.

“Il benessere del paziente è il principale scopo dell’assistenza infermieristica, che deve basarsi su un approccio personalizzato e rispettoso della cultura della persona assistita. L’infermiere - aggiunge - conosce i valori che influenzano la relazione terapeutica per poter assicurare un’assistenza competente. Per questo gli infermieri che si trovano nelle condizioni di dover intervenire in queste situazioni hanno esperienze e competenze specifiche e negli ultimi 10 anni sono stati tra i primi a prendere in carico oltre 100mila migranti e rifugiati e a loro va la nostra gratitudine".

“Per questo non entriamo nel merito di scelte politiche – sottolinea la presidente FNOPI - ma lanciamo un appello: il diritto costituzionale alla salute e l’universalismo del nostro Servizio sanitario nazionale non possono essere dimenticati nel momento in cui qualcuno nei confini del nostro Paese ha bisogno di assistenza e soccorso per la sua salute, anche perché curare i singoli equivale a curare e proteggere tutta la comunità”.

Sul sito www.fnopi.it  in occasione della giornata internazionale dell’infermiere, quest’anno è stata pubblicata una lettera della presidente della Federazione degli infermieri, Barbara Mangiacavalli, in occasione della ricorrenza che ricorda, il 12 maggio del 1820, la nascita di Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne.

"Basta con un sistema basato solo sull’economia: la salute non si compra, ma si tutela e si difende con equità e universalismo". Non ha dubbi Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, leggendo la bozza di decreto che ripartisce le risorse per ridurre gli effetti del superticket, “60 milioni su cui la parola d’ordine doveva essere solo equità”.

Grande successo a Canosa per il villaggio del CAMPUS 3S – Salute Sport Solidarietà, dedicato alla prevenzione ed alla diffusione di corretti stili di vita, che da anni viene realizzato in diverse Regioni d’Italia e che per la terza volta sbarca in Puglia.

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