Si è svolto lo scorso 31 gennaio l’incontro dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche con il Direttore Generale della ASL BT, dott. Alessandro Delle Donne presso la sede della Direzione Generale ad Andria.

Le condizioni sono per FNOPI: aumento degli investimenti per il potenziamento di infrastrutture e personale didattico; revisione delle attuali politiche sanitarie  per garantire ospedali, reparti e personale in grado di poter accogliere e guidare i tirocinanti, salvaguardando qualità e sicurezza delle cure nei confronti dei pazienti; rilancio degli investimenti nel Servizio sanitario per garantire il superamento dell’attuale livello di spesa per il personale  

Il superamento del numero chiuso è un principio che teoricamente potrebbe andare incontro, oltre alla richiesta delle stesse professioni di ampliare il numero dei laureati, anche alle indicazioni Ocse e Oms secondo cui il numero di infermieri laureati negli ultimi 20 anni è più che quadruplicato, grazie a un migliore iter formativo e a un cambiamento nei requisiti d’ingresso per incentivare l’iscrizione.

 
Ma perché funzioni ha bisogno di almeno tre condizioni, secondo la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, ascoltata oggi in audizione dalla VII Commissione Cultura della Camera che sta lavorando ai nove progetti legge (n. 334, n. 542, n. 612, n. 812, n. 1162, n. 1301, n. 1342, n. 1349 n. 1414) che riguardano l’abolizione o la modifica del numero chiuso: 
 
1. aumento degli investimenti per il potenziamento di infrastrutture e personale didattico;
 
2. revisione sostanziale delle attuali politiche sanitarie pubbliche per garantire ospedali, reparti e personale in grado di poter accogliere e guidare i tirocinanti, salvaguardando qualità e sicurezza delle cure nei confronti dei pazienti;
 
3. rilancio degli investimenti nel Servizio Socio-Sanitario Pubblico per garantire il superamento dell’attuale, estremamente basso e condizionato, livello di spesa per il personale sanitario.  
 
Solo così, come ha spiegato alla Commissione per la Federazione Giancarlo Cicolini, componente del Comitato centrale, tesoriere FNOPI e docente di Scienze infermieristiche all'Università di Chieti-Pescara, all’aumento dei laureati con il superamento del numero chiuso può corrispondere un aumento degli occupati e non il contrario come avviene oggi.
 
Va garantita quindi coerenza tra le politiche per la formazione e le politiche dell’occupazione del personale per scongiurare l’aumento degli squilibri attualmente presenti.
 
Se tutto ciò non dovesse avvenire la Federazione è favorevole a una programmazione delle iscrizioni (quindi numero chiuso) per fornire una preparazione di alto livello al maggior numero possibile di giovani, sviluppandone le capacità e dando loro gli strumenti per affrontare al meglio il loro futuro personale e professionale.
 
Per percorrere da subito la strada dell’abolizione del numero chiuso, servono almeno tre condizioni: 
 
1, risorse per poter includere gli studenti al primo anno facendo loro svolgere tutte le attività formative previste dal curriculum di studi europeo; 
 
2. un rigoroso sistema di sbarramento finale; 
 
3. una dotazione fatta di esami sostenuti più un'altra prova selettiva, che potrebbe essere necessaria. 
 
Ipotesi percorribile potrebbe essere quella di una preselezione già al liceo con un periodo di introduzione alle varie facoltà e un orientamento verso il tipo di studi che si vuole poi intraprendere.
 
La FNOPI ha illustrato poi alla Commissione anche un altro nodo della formazione infermieristica: gli studenti, anche con il numero chiuso, sono oltre il 40% degli studenti universitari delle Scuole/Facoltà di Medicina, ma i “professori infermieri” sono ancora un numero insufficiente: 4 ordinari, 23 associati e un numero basso di ricercatori per un totale di circa 41 docenti. Solo in 22 università quindi gli studenti possono seguire corsi di insegnamento disciplinare tenuti da docenti inseriti nell’organico dei professori universitari. Un rapporto docente/studenti di circa 1 a 1.350, mentre, ad esempio, per i corsi di laurea in odontoiatria il rapporto è 1 a 6. 
 
La FNOPI quindi chiede una revisione delle docenze anche prima di una possibile revisione del numero chiuso. Revisione anche dal punto di vista del riconoscimento delle attività svolte dagli attuali tutor e docenti a contratto che sono dipendenti dal Ssn, ma svolgono, di fatto, un compito di indirizzo e docenza verso gli studenti in Infermieristica.
 
Infine, se il numero chiuso dà maggiori sbocchi per l’ingresso nella professione, è necessario incrementare anche il numero di posti per le lauree magistrali, oggi in media di 800 posti l’anno, ma che come emerge dagli ultimi dati elaborati dal consorzio interuniversitario Almalaurea, non bastano a soddisfare la richiesta dei giovani laureati con laurea triennale che vorrebbero proseguire gli studi nel 65,1% dei casi. La richiesta per la laurea magistrale è di almeno 2.014 posti, oltre 1.200 in più di quelli disponibili in media ogni anno. Laurea magistrale che dovrebbe essere orientata a una finalizzazione non solo didattico-manageriale, ma anche clinica.
 
E poiché anche dopo la laurea magistrale i neolaureati hanno manifestato la volontà di proseguire gli studi (sempre secondo Almalaurea sono il 37,3%), è necessaria secondo FNOPI una “trasformazione strutturale” nell’ organizzazione formativa e del lavoro, prevedendo le specializzazioni infermieristiche che rappresentano anche una risposta ai mutati bisogni assistenziali dei cittadini con la costruzione di percorsi meno flessibili degli attuali per cui un infermiere può essere utilizzato praticamente ovunque e, di conseguenza, infungibili.
 

Informiamo gli iscritti all'Albo degli INFERMIERI e INFERMIERI PEDIATRICI che la FNOPI, a seguito di gara europea per la fornitura di una polizza RC professionale per le coperture obbligatorie previste dalla legge n. 24 / 2017 (cd LEGGE GELLI), ha attivato a favore di tutti gli infermieri/infermieri pediatrici iscritti una polizza in convenzione che garantisce la conformità al predetto dettato normativo.

Per quanto sopra informiamo che sulla piattaforma, allo scopo predisposta e attiva, sono disponibili le modalità operative per poter aderire all'assicurazione oggetto di convenzione con la FNOPI.

L'accesso alla piattaforma può avvenire CLICCANDO QUI.

Informiamo, inoltre, che la FNOPI ha ottenuto dalla compagnia assicuratrice una significativa agevolazione temporale per cui chi sottoscriverà la polizza entro il 31 gennaio 2019 entrerà in copertura con decorrenza 1/1/2019, beneficiando della piena retroattività.

La polizza in convenzione contiene tutte le coperture previste dalla legge 24/2017 ed eventuali coperture opzionali (come la tutela legale) possono essere valutate ed eventualmente acquistate attraverso la libera adesione a polizze con contraenza individuale proposte per il tramite del broker Marsh - Morganti Insurance Brokers che fornirà le dovute informazioni al numero verde (Nurse Help Desk): 800433980.

Dura condanna dell'O.P.I. del vile atto di aggressione nei confronti di due infermieri e un medico del Pronto Soccorso dell'Ospedale "Vittorio Emanuele II" di Bisceglie          

Scrivente Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia Barletta-Andria-Trani condanna con fermezza l’ennesimo episodio di violenza perpetrato, questa volta, nei confronti degli operatori sanitari dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Bisceglie. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà verso i due infermieri ed il personale medico brutalmente aggrediti sia verbalmente che fisicamente nella notte del 31 dicembre u.s..

Episodio deplorevole che colpisce il personale sanitario impegnato nelle strutture sanitarie del territorio in questi giorni di festività, assicurando la continuità assistenziale e la copertura delle prestazioni sanitarie richieste dai cittadini. Il tema della violenza a danno degli operatori sanitari più volte denunciato da questo ente alle autorità competenti è un fenomeno diventato ormai una vera e propria emergenza nazionale.

L’O.P.I. della Bat, in rappresentanza degli infermieri di questo territorio rilevano il dilagare degli atti di violenza con ripetuti episodi di aggressioni fisiche e verbali nei confronti del personale infermieristico impegnato nei servizi di emergenza urgenza e dei punti di primo intervento ospedalieri, nei servizi ospedalieri dei pronto soccorso per chiedere interventi risolutivi a tutela dell’integrità fisica e morale degli operatori sanitari tutti.

I due infermieri ed il medico hanno riportato lesioni con diversi giorni di prognosi determinando così una lunga assenza dal posto di lavoro. Una situazione che va ad aggravare le già risicate dotazioni organiche in forza alla ASL Bat già colpite dal mancato rinnovo contrattuale dei circa 80 infermieri con scadenza di contratto al 31 dicembre u.s., e dalla mancata attivazione delle procedure di reclutamento di infermieri attraverso la graduatoria di avviso pubblico.

L’O.P.I. Bat pur apprezzando le diverse iniziative messe in atto negli ultimi anni dalla direzione strategica della Asl Bat all'interno di alcune realtà operative di "periferia" di alcuni presidi ospedalieri a sostegno della sicurezza degli operatori, come il "campanello di chiamata d'emergenza" collegato direttamente con la vigilanza armata presso i "Servizi per le dipendenze patologiche" e dei "Centro di Salute Mentale", la presenza della vigilanza armata in realtà distrettuali come l'ex ospedale di Barletta e l'ospedaletto di Trani, si appella ai destinatari in epigrafe, chiedendo di intervenire con immediatezza per garantire nella maniera più efficace possibile la sicurezza dei servizi, l'incolumità degli operatori e quella degli assistiti.

Pertanto riteniamo doveroso istituire la videosorveglianza ed estendere il servizio di vigilanza armata nei servizi di pronto soccorso sulle 24 ore così come già avviene nel presidio ospedaliero di Andria e Barletta, o in alternativa, istituire un presidio di forze dell'ordine.

Gli operatori sanitari con grande spirito di abnegazione consapevoli delle difficoltà operative a cui sono sottoposti, facendosi carico delle inefficienze organizzative e delle carenze strutturali dei servizi in cui operano, non sono più disposti ad ulteriori sacrifici.

 

Il Presidente

Dott. Giuseppe Papagni

 La Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri FNOPI ha inviato una circolare agli Ordini provinciali con le modalità di applicazione del protocollo FNOPI/Consiglio superiore della Magistratura/Consiglio Nazionale Forense  sottoscritto il 20 settembre per applicare la legge 24/2017 (responsabilità sanitaria). CIRCOLARE in allegato

Indicazioni operative agli Ordini sull'applicazione del protocollo FNOPI/CSM/CNF sottoscritto il 20 settembre per applicare la legge 24/2017 (responsabilità sanitaria).

La Federazione  ha inviato una circolare ad hoc agli OPI (allegata), ricordando che la richiesta esplicita di avvocati e magistrati è stata quella di prevedere parametri qualitativamente elevati per la revisione e la tenuta degli albi, perché in tutti i procedimenti civili e penali che richiedono il supporto conoscitivo delle discipline mediche e sanitarie, le figure del perito e del consulente tecnico siano in grado di garantire all’autorità giudiziaria un contributo professionalmente qualificato e adeguato alla complessità della materia.

Ferma restando l'obbligatorietà di legge dell'iscrizione all'Ordine (che in alcuni casi è stato rilevato non essere presente), FNOPI concorrerà all’attuazione delle linee guida per l’armonizzazione dei criteri e delle procedure di formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici già indicate nell’analogo protocollo con la FnomCeO del 24 maggio scorso.

Gli albi circondariali dovranno garantire oltre a quella medico-legale, un'idonea e adeguata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche riferite a tutte le professioni sanitarie e per questo è stata prevista una sezione riservata alla professione infermieristica con “speciale competenza”, dettata non soltanto dal solo possesso del titolo abilitativo alla professione, ma dalla concreta conoscenza teorica e pratica della disciplina, come emerge sia dal curriculum formativo e/o scientifico sia dall’esperienza professionale del singolo esperto.

La Magistratura riconosce le competenze specialistiche degli infermieri come effettive e come presupposto per la scelta dei periti e consulenti dei tribunali. E nel protocollo stabilisce due ordino di requisiti per l’iscrizione agli elenchi: primari (laurea magistrale in scienze infermieristiche; esercizio della professione da non meno di 10 anni; assenza, negli ultimi 5 anni, di sospensione disciplinare e di qualsiasi procedimento disciplinare in corso; regolare adempimento degli obblighi formativi ECM) e secondari (curriculum formativo post-universitario che indichi: corsi di livello universitario o assimilato; corsi di aggiornamento per il circuito ECM ed eventuali attività di docenza; posizioni ricoperte e le attività svolte durante la carriera; attività di ricerca, pubblicazioni e iscrizione a società scientifiche; riconoscimenti accademici o professionali o altri elementi che dimostrino l’elevata qualificazione; abilitazione allo svolgimento di attività di mediazione; attestazione della conoscenza del processo telematico).

Il fulcro del Protocollo è nell’individuazione delle “speciali competenze” dell’infermiere e le modalità di valutazione di queste.

La codificazione dei criteri per confermare la cosiddetta “speciale competenza”, rimessa alla “certificazione” di ogni singolo Ordine, dovrà essere ricondotta secondo le indicazioni da poco fornite agli OPI dalla Federazione, a criteri che non devono trascurare l’esperienza pratica e la formazione acquisita in uno specifico ambito del settore disciplinare dagli infermieri che vogliano essere inseriti negli albi circondariali dei CTU e Periti.

L’individuazione delle “speciali competenze” dovrà essere eseguita con criteri ed esigenze di flessibilità e di interconnessione tra i requisiti primari e secondari.

In questo senso si potrà riconoscere anche il valore integrativo di quelli secondari, tenendo in ogni caso presente che rimangono certamente obbligatori: il possesso del titolo abilitante; l’esercizio della professione da almeno un decennio; l’assenza di procedimenti disciplinari ordinistici in corso o provvedimenti disciplinari ordinistici comminati, entrambi negli ultimi cinque anni; la regolarità formativa ECM (con verifica di adempimento certificativo, così come previsto dal CoGeAPS, nel triennio certificabile, salvo integrazioni normative).

Non aver conseguito la laurea magistrale potrebbe non determinare necessariamente, in base art. 3 comma 7 del Protocollo, la mancanza della “speciale competenza” assistenziale quando vi sia la prova di un percorso professionale, accademico e specializzante compiuto dal singolo infermiere che possa garantirla.

Va da sé che una valutazione positiva dell’infermiere sarà data anche in base all’esperienza qualificata in precedenti incarichi peritali e all’aver partecipato a master di approfondimento e corsi di formazione con stage, esami finali ed eventuale certificazione di competenze specifiche.

Sotto l’aspetto procedurale, la Federazione ritiene che la valutazione espressa su ogni singolo infermiere debba essere espressione del Consiglio direttivo dell’OPI.

Considerato il coinvolgimento della FNOPI al tavolo tecnico del CSM per l’attuazione del Protocollo, ogni OPI dovrà trasmettere alla Federazione, almeno una volta ogni 3 mesi gli effetti delle scelte legate all’esecuzione del Protocollo, anche per mantenere aggiornata la mappatura dei professionisti infermieri iscritti negli albi dei Tribunali.

La Federazione stessa svolgerà anche le funzioni di verifica e controllo sugli eventuali ricorsi presentati dagli iscritti contro le decisioni dell’OPI, esprimendo parere vincolante.

 

Allegati

Circolare 77-2018 -002-.pdf (156 KB)

Ricorre oggi 25 novembre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. La data fu scelta da un gruppo di attiviste che si erano riunite a Bogotà nel 1981 per l’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, in ricordo delle tre sorelle Mirabal, brutalmente assassinate il 25 novembre 1960 e considerate coraggiose rivoluzionarie e paladine della libertà. Una giornata che ci riporta con il pensiero alla violenza perpetrata contro tutti gli operatori sanitari che ogni giorno sono a rischio aggressione. Ricordiamo il recente episodio ai danni della postazione del servizio di emergenza urgenza 118 di Trani. Il contributo propositivo di questo ordine per arginare questi fenomeni attraverso percorsi formativi rivolti agli operatori e di sensibilizzazione alla cittadinanza sul corretto utilizzo dei servizi sanitari. 

Chiudiamo con una citazione di Giovanni Paolo II

La violenza distrugge ciò che vuole difendere: la dignità, la libertà, e la vita delle persone.

 

 

La FNOPI scrive al ministro Grillo  per evitare il fenomeno, riorganizzare un’assistenza che premi aziende e professionisti e rispetti e soddisfi i bisogni di salute dei pazienti e per sollecitare il tavolo permanente di lavoro che lo stesso ministro aveva prospettato per la professione infermieristica 

Oltre 12mila infermieri a tempo determinato e almeno 4-5000 con contratti internali. Competenze e specializzazioni non riconosciute in tutte le Regioni e, anzi, spesso un demansionamento per far fronte a carenze di personale anche non laureato che la stessa giurisprudenza condanna. Totale discrezionalità nei percorsi in cui vengono inseriti i professionisti e nessuna possibilità di investire e valorizzare gli stessi professionisti in un corto circuito che penalizza l’assistenza infermieristica è i cittadini che ne debbono usufruire.

Gli “infermieri fantasma” ci sono e tra tutte le situazioni descritte sfiorano le centomila unità. Così come i medici dichiarati nelle ultime settimane dal ministro della Salute Giulia Grillo. Ed essere “fantasma”, qualunque sia la ragione, genera insoddisfazione e stress, fino anche al burn out: studi internazionali hanno dimostrato che circa 98mila pazienti muoiono ogni anno in ospedale nel mondo a causa di errori prevenibili. La maggior parte di questi errori sono conseguenza di processi o condizioni difettose del sistema e tra queste rientra l’eccessivo – e male organizzato - carico di lavoro degli operatori.

Per evitare questo fenomeno e riorganizzare un’assistenza che premi aziende e professionisti, ma soprattutto rispetti e soddisfi i bisogni di salute dei pazienti, la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (FNOPI)  ha inviato una lettera al ministro della Salute Giulia Grillo per sollecitare quel tavolo permanente di lavoro che lo stesso ministro aveva prospettato per la professione infermieristica per sciogliere i nodi che attualmente legano l’assistenza e per trovare soluzioni efficaci e condivise anche con le altre categorie professionali.

Le soluzioni? La reale stabilizzazione dei precari, ma anche degli interinali che costano al Servizio sanitario almeno il 18% in più dei dipendenti perché ai costi del personale si devono aggiungere i guadagni delle agenzie di somministrazione e sono utilizzati perché il loro peso economico non grava sulla spesa per il personale, ma su quella per beni e servizi. Un escamotage che consente di non superare a priori quell’odioso limite per il personale fissato da più manovre di bilancio della spesa 2004 meno lo 0,4 per cento.

Quindi il pieno riconoscimento delle specializzazioni infermieristiche e, per queste, l’infungibilità in sintonia con quella naturale dei medici specialisti, perché la loro assistenza possa essere mirata, appropriata e dedicata ai bisogni di specifici pazienti, non solo migliorando i servizi, ma anche riducendo i rischi e aumentando la qualità del servizio.

E poi il demansionamento: la giurisprudenza punisce le aziende che lo applicano metodicamente ma al di là delle necessità contingenti e sempre e solo a favore del paziente è una forma di utilizzo improprio dei professionisti infermieri che andrebbe bloccato alla radice con una corretta revisione degli organici che consenta di mettere ogni operatore al suo posto e con sbarramenti nell’organizzazione gestionale delle aziende e dei servizi.

 

IN ALLEGATO LA LETTERA INVIATA DALLA FNOPI AL MINISTRO DELLA SALUTE GIULIA GRILLO

L'Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Barletta Andria Trani scrive al Ministro della Salute Giulia Grillo, al Presidente ed Assessore Regionale alla Sanità della Puglia Michele Emiliano, al Capo Dipartimento Salute della Regione Ruscitti ed al Direttore Generale della ASL BT, Alessandro Delle Donne sul rinnovo contratti a tempo determinato infermieri in scadenza al 31/10/2018

 

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Bat, in qualità di Ente sussidiario dello Stato deputato alla tutela della salute pubblica ed in rappresentanza degli infermieri di questa provincia esprime forte preoccupazione per le decisioni assunte dalla direzione generale della Asl Bat riguardo l’adozione di provvedimenti amministrativi nei confronti degli infermieri in scadenza di contratto.

Nella giornata di ieri, dapprima con la nota n. 65011 (in allegato), Il Direttore Amministrativo della ASL BAT, dott. Giulio Schito, ed il dirigente dell’Ufficio Concorsi, dott.ssa Elena Tarantini, (delibera n. 1772 del 25/10/2018) affermavano che i contratti degli infermieri a tempo determinato in scadenza il 31/10/2018 si intendevano rinnovati sino al 31/12/2018. Dopo solo poche ore tale informativa veniva soppressa con nota n. 65013 (in allegato) a firma degli stessi dirigenti senza alcuna spiegazione per nessuno degli attori in causa.

L’ulteriore colpo di scena arriva nella giornata di oggi, domenica 28 ottobre. Sul sito ufficiale della Asl Bat (https://www.sanita.puglia.it/web/asl-barletta-andria-trani/news-in-primo-piano_det/-/journal_content/56/36008/precisazione-proroga-infermieri) appare una nota che riportiamo integralmente:

“Si comunica che, a chiarimento della nota prot. 65013 del 26.10.2018, ad oggetto "Proroga contratti a tempo determinato. Sospensione esecuzione nota prot. 65011 del 26.10.2018", la sospensione è da ritenersi effettiva esclusivamente per gli Infermieri che non hanno i requisiti della stabilizzazione”.

A prescindere dalle legittime posizioni delle organizzazioni sindacali, da mesi abbiamo sostenuto numeri alla mano, attraverso i dati forniti dalla FNOPI, la carenza di infermieri nella nostra regione (3.931 unità) e la necessità di applicare nuovi modelli organizzativi che gioverebbero al sistema salute ed ai cittadini.

Un trattamento riservato agli infermieri in scadenza di contratto che consideriamo poco dignitoso ed indecoroso, inaccettabile nella forma utilizzata che denota un certo pressapochismo e incapacità decisionale.

Un trattamento inaccettabile ed irrispettoso rivolto ai numerosissimi professionisti della sanità che sino ad oggi hanno garantito la continuità assistenziale ospedaliera e territoriale insieme a tutti gli altri attori del sistema sanitario di questa provincia. Non solo, fra pochissimi giorni, con questo discutibile atteggiamento amministrativo, da parte dell’azienda e perché no anche della Regione Puglia rischiano di saltare interi servizi, anche di area critica, che portano in pancia quindi una responsabilità immane con il rischio di far crollare i livelli essenziali di assistenza.

L’Ordine da sempre in prima linea contro chi calpesta la dignità professionale e la salute dei cittadini promuoverà e nel caso affiancherà qualsiasi tipo di attività atta a risolvere una situazione senza precedenti.

Trani, 28 ottobre 2018

 

Il Presidente, Dott. Giuseppe Papagni

 

Allegati

NOTA ASL BAT N. 65013

NOTA ASL BAT N. 65011

                                                                                           

L'Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia Barletta-Andria-Trani esprime la propria solidarietà e nello stesso tempo vuole attenzionare le istituzioni regionali e territoriali come la ASL a quelli che sono gli episodi di violenza a danno degli operatori sanitari, diventata ormai una vera e propria emergenza nazionale.

L’O.P.I. della Bat, in rappresentanza degli Infermieri di questo territorio rileva il dilagare del fenomeno di aggressioni fisiche e verbali al personale infermieristico impegnato nei servizi di emergenza urgenza e dei punti di primo intervento ospedalieri, per chiedere interventi risolutivi a tutela dell’integrità fisica e morale dei propri iscritti.

Violenza che purtroppo si perpetua nei confronti del personale sanitario che opera quotidianamente in qualsiasi ora del giorno e della notte sui mezzi di soccorso del 118. La nostra vicinanza, quindi, nei confronti di alcuni colleghi che purtroppo, recentemente, hanno subito un infortunio mentre assistevano e soccorrevano dei pazienti. Un primo episodio ai danni di un infermiere in servizio presso la postazione 118 di Trani, che ha determinato l'assenza dal luogo di lavoro per quindici giorni. Un altro episodio, decisamente più grave, nei confronti di un infermiere in servizio presso la postazione 118 di Bisceglie in infortunio da fine luglio. L’O.P.I. della Bat condanna fortemente questi atti di violenza, che mettono in evidenza le difficoltà e i rischi a cui tutto il personale sanitario impiegato in prima linea è esposto.

L’ultimo episodio gravissimo risale alle ore 6 di domenica 21 ottobre. Un episodio che conferma il clima di violenza a cui è esposto il personale sanitario. La violenza ai danni del personale della postazione 118 di Trani per il presunto ritardo nell’intervento. Mentre il medico insieme all’infermiera venivano scaraventate fuori dal locale dove veniva segnalata una persona priva di coscienza, l’autista ed il soccorritore (che ha riportato un ematoma cranico) venivano circondati e malmenati in vario modo. Nonostante tutto il paziente veniva trasportato in Pronto Soccorso dove sono continuate ulteriori aggressioni che costringevano i soccorritori a rifugiarsi nelle proprie stanze.

Riportiamo la testimonianza di uno dei sanitari aggrediti: “Allertati alle 06.00 circa per un codice rosso a Trani in piazza Longobardi all'interno di un locale, al nostro arrivo senza motivazione alcuna veniamo aggrediti fisicamente e verbalmente dagli astanti che in seguito si identificano come parenti. Non riusciamo nemmeno ad avvicinarci al paziente perché in una frazione di secondo un ragazzo visibilmente agitato e alterato scaraventa me fuori dal locale facendomi cadere a terra, buttandomi addosso all'infermiera che mi seguiva. Rialzandomi cerco i miei compagni per poterci mettere in sicurezza ma erano già all'interno del locale. Contatto prontamente la Centrale Operativa di Bari per chiedere immediato soccorso da parte delle forze dell'ordine, ritento di entrare per sedare animi e soccorrere il paziente ma l'estrema situazione di pericolo costringe me e l'infermiera a rifugiarci in ambulanza.

Ricontatto la Centrale Operativa di Bari che nonostante invocassi aiuto non mi rassicura all'arrivo dei soccorsi. Il nostro autista e il nostro soccorritore sono all'interno del locale in preda alla confusione che regna, in preda all'ira del ragazzo che dice di essere il figlio del paziente e in preda alle urla della figlia dello stesso che ci accusa del ritardo nel soccorso.

Non so come riescono i nostri colleghi autista e soccorritore ad uscire dal locale dopo essere stati strattonati e aggrediti fisicamente e con loro il paziente sulle proprie gambe. Viene portato in ambulanza dal figlio credo, che continua insieme al padre ad inveire contro il mio autista. Riusciamo ad allontanarci con il mezzo diretti al pronto soccorso di Trani chiedendo, invocando ancora la Centrale Operativa all'invio di pattuglie di polizia o carabinieri, anzi comunico alla Centrale Operativa che sto rientrando con un codice 5. Giunti in pronto soccorso incrociamo casualmente una pattuglia di Carabinieri che si trovava lì per altro intervento. Li invito caldamente a non allontanarsi spiegando che siamo in pericolo e che siamo stati aggrediti tanto che da lì a poco arriva il figlio del paziente che inveisce e si scontra verbalmente con i carabinieri stessi.

Consegnamo il paziente al collega di pronto soccorso senza poter dare notizia alcuna sul suo stato essendoci stata impedita la visita e la valutazione clinica del caso.

Ci allontaniamo dal pronto soccorso rifugiandoci letteralmente nelle nostre stanze e in accordo con la Centrale Operativa dichiariamo non operativa la postazione di Trani per poterci permettere di farci visitare e refertare dai colleghi di pronto soccorso per le aggressioni subite.

Mai in 14 anni ho avvertito così tanto la sensazione di pericolo di terrore e forse di morte”.

L’O.P.I. invita la direzione strategica della Asl Bat a reagire con decisione a questo ennesimo episodio che poteva avere una evoluzione infausta. Gli operatori sanitari con grande spirito di abnegazione consapevoli delle difficoltà operative a cui sono sottoposti, non sono più disposti ad ulteriori sacrifici.

Pertanto invitiamo la stessa Asl a vigilare sul fenomeno coinvolgendo gli operatori sanitari più esposti al rischio in percorsi di formazione specifici e attraverso una campagna di comunicazione informativa rivolta ai cittadini, anche sul corretto utilizzo del servizio di emergenza urgenza 118 e degli altri servizi sanitari alternativi offerti dalla Asl.

L’Ordine degli infermieri della Bat, dopo la bocciatura sul riconoscimento dell’indennità dell’articolo 44 del CCNL del comparto sanità per gli infermieri centodicciottisti pugliesi, da parte del Consiglio regionale della Puglia e del governatore Michele Emiliano invita a rivalutare tale posizione riconoscendo e valorizzando i professionisti dell’emergenza urgenza, così come avvenuto in altre regioni.

Una posizione quella di Emiliano che diverge da altre realtà Regionali e accordi decentrati che hanno invece legittimamente riconosciuto l’indennità in base all’art.4, comma 2, I° paragrafo, del CCNL del 7.4.1999 del Comparto Sanità che consente, nell’ambito della contrattazione collettiva integrativa, di prevedere “i sistemi di incentivazione del personale sulla base di obiettivi, programmi e progetti di incremento della produttività e di miglioramento della qualità del servizio, con la definizione di criteri generali delle metodologie di valutazione e di ripartizione delle risorse del fondo di cui all’art. 38 comma 3..”.

Vorremmo ricordare al presidente Emiliano che mentre presidiava il 5 ottobre c.m. la seconda riunione del Consiglio Sanitario Regionale sul tema della violenza contro i medici (con la presenza dei soli medici), precludendo la partecipazione degli Infermieri e di altre professioni sanitarie, altri operatori sanitari venivano coinvolti in episodi di violenza.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Bat nella sua funzione di Ente pubblico sussidiario dello Stato, avendo come riferimento la salvaguardia della salute dei cittadini e quindi degli infermieri, si propone come interlocutore privilegiato con gli organi regionali affinchè venga pienamente valorizzato il lavoro degli infermieri operanti nel sistema 118 pugliese, tutelato nella sicurezza.

 

 

Il Presidente O.P.I.

Dott. Giuseppe Papagni

 

Il centro Altheeis - SPA & relax, situata a Bisceglie in Vico interno Labirinto, 6, si impegna ad applicare a tutti gli iscritti dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della sesta provincia pugliese ed ai loro familiari, dietro presentazione della tessera, la seguente scontistica sulle tariffe indicate nel listino del:

  • 30% su "Rituali del benessere, Sentieri, trattamenti viso e corpo";
  • 15% su SPA;
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  • 10% sui "Prodotti Altheeis"

La presente convenzione ha durata annuale e si intende tacitamente rinnovata di anno in anno se non disdetta da una delle parti.

Per maggiori informazioni contattare direttamente la struttura al seguente link www.altheeis.it oppure contattandola telefonicamente al (+39) 339 56 51 828
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