Regionalismo differenziato: per le Regioni che lo hanno chiesto ha lo scopo di curare e assistere meglio i nostri cittadini, grazie all’esempio per tutti e al patrimonio che si crea con le sperimentazioni possibili di nuovi modelli. Tanto che secondo l’Emilia-Romagna se nel Patto per la salute si troveranno tutte le risposte alle richieste delle Regioni già avanzate nell’iter del progetto, la richiesta di autonomia in sanità potrà anche diventare inutile.

Basta utilizzare la qualifica di infermiere in modo improprio – quando cioè di infermieri non si tratta – e anche se in un fatto di cronaca il protagonista è incidentalmente infermiere, ma la professione nulla ha a che fare con l’atto compiuto.

Carenza di professionisti prima di tutto, già grave di per sé (oltre 53mila infermieri in meno del necessario) e aggravata dagli effetti possibili di ‘Quota 100’ (almeno altri 22mila infermieri in meno a stretto giro) e gli effetti che questa avrà sull’accesso alle cure, all’assistenza e sulla tenuta del Servizio sanitario pubblico.

Quota 100: il servizio pubblico potrebbe perdere di colpo oltre 22.000 infermieri, mentre almeno 75.000 rientrerebbero nei parametri per accelerare il pensionamento. Il dato, calcolato in base agli anni di anzianità lavorativa e all’età anagrafica degli infermieri dipendenti del SSN, è stato elaborato dal Centro studi della Federazione degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – la più numerosa d’Italia con oltre 450mila iscritti - ed è riferito alla situazione a fine 2018.

Fabbisogno di personale per fare fronte alle carenze e offrire la migliore assistenza possibile, specializzazioni infermieristiche, rispetto degli impegni economici, ma non solo, per valorizzare la professione.

Sono i temi cardine dell’incontro tra il ministro della Salute, Giulia Grillo, e una delegazione della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), rappresentata dalla presidente, Barbara Mangiacavalli, e dalla vicepresidente, Ausilia Pulimeno, che si è svolto oggi al ministero della Salute.

“Lavoriamo a provvedimenti concreti, per questo stiamo pensando di creare un gruppo tecnico stabile tra ministero, Fnopi e rappresentanze dei cittadini - dichiara il ministro della Salute - E ho ben presente che il Contratto nazionale sottoscritto a febbraio ha necessità di trovare una copertura finanziaria nella redazione della legge di Bilancio. Faremo il possibile”, specifica.

“Quando parliamo di infermieri, parliamo di 440mila persone che lavorano tutti giorni, tutte le notti, Natale, Pasqua, Capodanno! Non abbiamo la bacchetta magica, ma abbiamo tanta buona volontà, e posso assicurare che il ministro è al lavoro su tutti i dossier e anche su questo perché dobbiamo dare risposte agli infermieri e a tutti coloro che garantiscono la salute dei nostri cittadini” conclude Giulia Grillo.

“Il ministro - spiega la presidente Fnopi, Mangiacavalli - ha mostrato il suo interesse e dato la sua disponibilità a inserire i temi della nostra professione nella sua agenda e in quella del Governo. Lavoriamo tutti e con grande impegno nella stessa direzione: la salute dei cittadini”.

Quello di oggi è il secondo incontro dopo quello del 1° agosto scorso, ed è stato caratterizzato dalla massima cordialità e spirito collaborativo. Sono stati discussi e analizzati anche gli aspetti organizzativi per studiare i meccanismi necessari, anche interprofessionali, per mettere in campo nuovi modelli di assistenza infermieristica su tutto il territorio nazionale (infermiere di famiglia e di comunità, ospedale di comunità assistenza domiciliare e così via).

Se ogni infermiere assistesse al massimo 6 pazienti, sarebbero evitabili almeno 3.500 morti l’anno. Gli studi pubblicati su riviste internazionali  (JAMA e British Medical Journal) parlano chiaro: a un incremento del 10% di infermieri, corrisponde una diminuzione della mortalità del 7 per cento.

Chi è l’infermiere? Una domanda che può sembrare banale ma è in realtà  fondamentale per capire le risposte ai bisogni assistenziali che questo professionista può offrire.

Anche quest’anno la Fondazione Sicurezza in Sanità e AReSS Puglia ripropongono un momento di confronto “a Sud” sui temi della sanità e del sociale con il Forum Mediterraneo in Sanità 2018 che si terrà a Bari il 13 e il 14 settembre all’interno degli eventi della 83ma Fiera del Levante (Programma).

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri lancia un appello perché si metta la salute davanti a tutte le esigenze, siano esse politiche, economiche o sociali, rispetto alla situazione attuale dei migranti che si affacciano al territorio italiano.

“Vogliamo sottolineare – afferma - che ci sono situazioni in cui l’assistenza sanitaria non può abdicare a scelte che mettono in pericolo la salute”.

“Gli infermieri - spiega Mangiacavalli - sanno di cosa si parla: sono loro i primi che finora hanno soccorso i migranti che non solo sulle navi di soccorso, ma sui barconi lasciati in balia del mare sono giunti in prossimità delle coste italiane da cui li hanno sempre assistiti fino allo sbarco, anche mantenendo i contatti nei casi più gravi con le postazioni di soccorso a terra”.

“Il benessere del paziente è il principale scopo dell’assistenza infermieristica, che deve basarsi su un approccio personalizzato e rispettoso della cultura della persona assistita. L’infermiere - aggiunge - conosce i valori che influenzano la relazione terapeutica per poter assicurare un’assistenza competente. Per questo gli infermieri che si trovano nelle condizioni di dover intervenire in queste situazioni hanno esperienze e competenze specifiche e negli ultimi 10 anni sono stati tra i primi a prendere in carico oltre 100mila migranti e rifugiati e a loro va la nostra gratitudine".

“Per questo non entriamo nel merito di scelte politiche – sottolinea la presidente FNOPI - ma lanciamo un appello: il diritto costituzionale alla salute e l’universalismo del nostro Servizio sanitario nazionale non possono essere dimenticati nel momento in cui qualcuno nei confini del nostro Paese ha bisogno di assistenza e soccorso per la sua salute, anche perché curare i singoli equivale a curare e proteggere tutta la comunità”.

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche riconosce la necessità delle campagne vaccinali e ha da sempre dichiarato il proprio impegno per contribuire all’informazione e all’educazione alla salute che deve essere la base di una nuova cultura della popolazione, in accordo con la comunità scientifica nazionale e internazionale che riconosce alle vaccinazioni un ruolo essenziale a livello di prevenzione e di lotta alle principali malattie diffusive.

 “Comprendiamo le ragioni della politica – aggiunge Mangiacavallima non possiamo giustificarle quando queste mettono a rischio la salute dei pazienti non secondo semplici affermazioni di principio, ma in base a tutte le posizioni assunte dai principali organismi nazionali e internazionali che si occupano e dettano linee guida per la tutela della salute”.

“Il ministro della Salute Giulia Grillo è un politico, ma anche e prima di tutto un medico e tutto questo lo sa perché fa parte del suo Dna professionale. Siamo certi – afferma Mangiacavalli – che saprà far valere la ragione della Scienza sulle opportunità della politica e siamo con lei, come abbiamo già avuto occasione di confermarle di persona, in qualunque momento sia necessario tutelare il benessere dei cittadini, di tutte le età, secondo uguaglianza e razionalità scientifica e per attuare la garanzia costituzionale della salute quale diritto di tutti gli individui”.

Fin dal 2017 la Federazione ha assunto precise posizioni in merito ai vaccini e in un documento di posizionamento del Consiglio nazionale (i presidenti dei 102 Ordini provinciali) e come firmataria anche della Carta di Pisa sulle vaccinazioni negli operatori sanitari per riconoscere il valore della vaccinazione soprattutto tra i professionisti, ha chiaramente sottolineato la necessità che il suo ruolo, per ottenere i migliori risultati, tenda in termini di empowerment dei pazienti, a comunicare in modo intenzionale con l’assistito e agevolare così la scelta vaccinale.

"Riconfermiamo – conclude la presidente Fnopi Barbara Mangiacavallila nostra massima collaborazione in termini di attività professionale e progettuale alle istituzioni preposte alla programmazione e ad assicurare agli assistiti e alla comunità scientifica la presenza attiva degli infermieri, come sempre finora dimostrato nonostante le pesanti carenze di organici, per garantire di fa fronte ai bisogni dei pazienti. La nostra professione – aggiunge - come quella di chiunque ha scelto di garantire assistenza e salute dei cittadini, non ha nemici solo nella razionalizzazione, ma c’è un nemico più grande e subdolo che sta crescendo: l’ignoranza. E’ un vero e proprio fuoco, alimentato da una scorretta informazione che spesso, frutto anch’essa di altrettanta ignoranza ma questa volta anche colpevole di non saper ammettere i propri errori, distrugge, l’opera difficile di informazione, educazione e prevenzione che si fa per i cittadini”.

Su questa linea la Fnopi ha anche realizzato un corso gratuito per i suoi iscritti – gli oltre 440mila infermieri presenti in Italia – attivo fino alla fine di settembre sulla piattaforma Fadinmed (www.fadinmed.it) per fornire tutte le informazioni evidence based  sull’argomento, chiarendo efficacia e rischi e offrendo anche spunti di comunicazione che possono essere utili nella discussione con i genitori.

 

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