Giuseppe Papagni

Giuseppe Papagni

Infermieri Zero, anteprima sulle assunzioni in Puglia di personale sanitario

Per i due presidenti Opi Andreula e Papagni in Puglia gli Infermieri sarebbero esclusi dal piano di assunzioni: occorrerebbero solo Operatori Socio Sanitari e Medici!

Nel programma di assunzioni nei singoli e distinti Sistemi Sanitari Regionali,  definito dalla legge di stabilità 2016, la Puglia avvia estenuanti trattative e dopo numerosi confronti, si accorda con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per ottenere il via libera all’autorizzazione preventiva necessaria per assumere personale occorrente e necessario il proprio Sistema Sanitario.
Le condizioni operative per ottenere il via libera al piano di assunzioni per la Puglia, sono state indicate dal Ministero della Salute, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e hanno riguardato in via prevalente:

  • l’acquisizione di una dettagliata analisi istruttoria e informativa sulla consistenza del personale in servizio, insieme di parametri valutativi di ordine numerico e prestazionale;
  • l’effettiva riduzione dei posti letto in coerenza con quanto previsto dal decreto sugli standard ospedalieri;
  • la rendicontazione formale del proprio piano di fabbisogno di personale rispetto alla pianificazione del proprio piano sanitario regionale.

Al fine di rendere in equilibrio l’applicazione delle regole indotte dalla legge di stabilità nell’ambito delle autorizzazioni alle assunzioni, presso il Ministero è stato costituito il “Tavolo” del regolamento sugli standard Ospedalieri e il “Tavolo” per la verifica dei LEA.
Il piano di definizione del fabbisogno di personale, dalla lettura dell’accordo realizzato dalla regione Puglia e i Ministeri affiancanti, si muove su due punti cardine:

  • Fabbisogno necessario all’applicazione della legge 161/2014 (“Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea - Legge europea 2013-bis), con particolare riferimento all’area dell’emergenza urgenza e della terapia intensiva;
  • fabbisogno correlato alla riorganizzazione della rete ospedaliera e di emergenza urgenza ai sensi del Dm 70/2015.

In quest’ambito, la Regione Puglia che ha avviato il tavolo di confronto con i Ministeri affiancanti dal dicembre 2017 per l’autorizzazione alle assunzioni, è pervenuta ad un risultato che lascia perplessi anche per come è maturato a fronte di una significativa serie di modifiche intervenute nelle comunicazioni istituzionali tra Regione e Ministeri affiancanti, per quanto è dato di leggere nel verbale d’intesa sull’argomento. Numerosi i cambi di rotta che risultano sulla proposta di fabbisogno di personale che la Regione ha deciso in corso d’opera, cosi come i chiarimenti che i Ministeri hanno preteso per evidenti errori formali che la regione avrebbe commesso. Insomma, si legge nel verbale tra Regione e Ministeri in ordine al fabbisogno di personale del 28.03.2018, quanto segue:

  • Per gli Infermieri, la dotazione a tempo indeterminato alla data di rilevazione del 31.12.2015 è pari a 11.285 unità. Il fabbisogno (FTE) minimo, (*) frutto di un algoritmo molto complesso, è pari a 10.068 unità e il numero di cessazioni, negli anni 2016 - 2017, risulta pari a 561 unità
  • Le possibili assunzioni/stabilizzazioni, sul FTE minimo è pari a 0, ovvero sul FTE massimo è di 267 unità
  • Per gli Operatori Socio Sanitari, la dotazione a tempo indeterminato al 31.12.2015 è pari a 850 unità. Il fabbisogno (FTE) minimo (*) 3779 il numero di cessazioni è di 127 unità.
  • Le possibili assunzioni, sul FTE minimo è di 3056 unità.

Insomma, il fabbisogno di Infermieri è pari a 0 a fronte di 3056 unità di Operatori Socio Sanitari e circa 900 medici. 
Non si dispone, al momento, di ulteriori elementi che spiegano il risultato cui perviene la Puglia sul fronte della definizione del proprio fabbisogno che, diversamente da come viene presentato, probabilmente si riferisce esclusivamente alla propria rete ospedaliera, tralasciando la rete dei servizi territoriali, della prevenzione e della rete emergenza – urgenza i cui parametri organizzativi sono ancora tutti da definire.
Non va sottovalutato anche il parametro della spesa per il personale che, come è noto, è sottoposta a vincoli inviolabili.

Alla base dell’algoritmo utilizzato per calcolare il  fabbisogno, con una metodologia che la regione Puglia non ha tuttavia condiviso, si è tenuto conto del numero di unità professionali in attività, profilo ricoperto, tipologia di contratto e relativa durata, il dettaglio informativo su assistenza ospedaliera (personale ospedaliero per tipologia di contratto, personale “dipendente” con limitazione permanente di idoneità, personale “dipendente” che ha diritto a usufruire di permessi ai sensi della legge 104/1992, fabbisogno di personale ospedaliero configurato sul disegno della rete in attuazione del Dm 70/2015 e della legge 161/2014); assistenza distrettuale (con le stesse differenziazioni) e fabbisogno di personale per la prevenzione (configurato sul disegno della rete in attuazione del Dm 70/2015 e della legge 161/2014).

Gli effetti immediati cui il verbale d’intesa sottende riflettono il ritardo al legittimo processo di stabilizzazione del personale infermieristico stimato in circa un migliaio di unità e l’immediato avvio al concorso unico regionale per 1789 Operatori Socio Sanitari indetto dall’Azienda Ospedaliera Univeristaria Ospedali Riuniti di Foggia.
Evidentemente il sorprendente dato numerico sul “fabbisogno Zero” di Infermieri per le assunzioni necessita di analisi e migliori approfondimenti che eseguiremo e di cui daremo conto.
Ovviamente è forte la preoccupazione, considerando le segnalazioni che pervengono all’attenzione del nostro Ordine, sulla realtà numerica del personale infermieristico occorrente al nostro attuale sistema fortemente sottostimato dal verbale d’intesa tra regione, MEF e Ministero salute, cui il presente articolo fa richiamo. Buone nuove a breve.

 

Allegato

Filodiretto numero 3/4 maggio/agosto 2018

 

Puglia: per Andreula (Opi Bari) e Papagni (Opi Bat) Infermieri esclusi dal piano assunzioni

Allegato

Filodiretto numero 3/4 maggio/agosto 2018

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche riconosce la necessità delle campagne vaccinali e ha da sempre dichiarato il proprio impegno per contribuire all’informazione e all’educazione alla salute che deve essere la base di una nuova cultura della popolazione, in accordo con la comunità scientifica nazionale e internazionale che riconosce alle vaccinazioni un ruolo essenziale a livello di prevenzione e di lotta alle principali malattie diffusive.

 “Comprendiamo le ragioni della politica – aggiunge Mangiacavallima non possiamo giustificarle quando queste mettono a rischio la salute dei pazienti non secondo semplici affermazioni di principio, ma in base a tutte le posizioni assunte dai principali organismi nazionali e internazionali che si occupano e dettano linee guida per la tutela della salute”.

“Il ministro della Salute Giulia Grillo è un politico, ma anche e prima di tutto un medico e tutto questo lo sa perché fa parte del suo Dna professionale. Siamo certi – afferma Mangiacavalli – che saprà far valere la ragione della Scienza sulle opportunità della politica e siamo con lei, come abbiamo già avuto occasione di confermarle di persona, in qualunque momento sia necessario tutelare il benessere dei cittadini, di tutte le età, secondo uguaglianza e razionalità scientifica e per attuare la garanzia costituzionale della salute quale diritto di tutti gli individui”.

Fin dal 2017 la Federazione ha assunto precise posizioni in merito ai vaccini e in un documento di posizionamento del Consiglio nazionale (i presidenti dei 102 Ordini provinciali) e come firmataria anche della Carta di Pisa sulle vaccinazioni negli operatori sanitari per riconoscere il valore della vaccinazione soprattutto tra i professionisti, ha chiaramente sottolineato la necessità che il suo ruolo, per ottenere i migliori risultati, tenda in termini di empowerment dei pazienti, a comunicare in modo intenzionale con l’assistito e agevolare così la scelta vaccinale.

"Riconfermiamo – conclude la presidente Fnopi Barbara Mangiacavallila nostra massima collaborazione in termini di attività professionale e progettuale alle istituzioni preposte alla programmazione e ad assicurare agli assistiti e alla comunità scientifica la presenza attiva degli infermieri, come sempre finora dimostrato nonostante le pesanti carenze di organici, per garantire di fa fronte ai bisogni dei pazienti. La nostra professione – aggiunge - come quella di chiunque ha scelto di garantire assistenza e salute dei cittadini, non ha nemici solo nella razionalizzazione, ma c’è un nemico più grande e subdolo che sta crescendo: l’ignoranza. E’ un vero e proprio fuoco, alimentato da una scorretta informazione che spesso, frutto anch’essa di altrettanta ignoranza ma questa volta anche colpevole di non saper ammettere i propri errori, distrugge, l’opera difficile di informazione, educazione e prevenzione che si fa per i cittadini”.

Su questa linea la Fnopi ha anche realizzato un corso gratuito per i suoi iscritti – gli oltre 440mila infermieri presenti in Italia – attivo fino alla fine di settembre sulla piattaforma Fadinmed (www.fadinmed.it) per fornire tutte le informazioni evidence based  sull’argomento, chiarendo efficacia e rischi e offrendo anche spunti di comunicazione che possono essere utili nella discussione con i genitori.

 

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